fecondazione-assistita-italiaLa fecondazione assistita: cosa bisogna sapere

La fecondazione assistita, nota anche con il nome di fecondazione artificiale, è quella tecnica che consente l’unione dei gameti, ovociti e sperma, in maniera artificiale: si ricorre a questo metodo quando vi è impossibilità di procreare naturalmente.

 

La fecondazione assistita per combattere l’infertilità ed aiutare le coppie a diventare genitori

Al giorno d’oggi, per i più svariati motivi, sono tantissime le coppie che, dopo un periodo di tentativi mirati al concepimento ed all’ottenimento di una gravidanza, si rendono conto di avere un problema importante quanto delicato, ma nella maggior parte risolvibile: parliamo dell’infertilità. Si parla di infertilità quando una coppia, dopo tentativi mirati, ovvero dopo almeno 12 mesi di rapporti intimi mirati al concepimento, non riescono ad ottenere una gravidanza: è una situazione che si può definire fisiologica, quando il problema legato all’impossibilità di avere figli è direttamente collegato ad uno stato fisico; viceversa, l’infertilità può essere anche legata all’utilizzo di farmaci particolari che inibiscono la normale capacità di procreare.

Quello che per molte coppie è un problema insormontabile, però, molto spesso ha anche una soluzione, che è quella di ottenere una gravidanza in maniera artificiale, ricorrendo ai metodi di procreazione medicalmente assistita, come ad esempio la fecondazione assistita, che può essere sia fecondazione omologa che fecondazione eterologa.

 

Fecondazione assistita, le differenze tra fecondazione omologa e fecondazione eterologa

La fecondazione assistita è quella tecnica che consente l’unione dei gameti, ovvero di ovocita e sperma, gamete femminile e gamete maschile, in maniera differente ed alternativa a quella naturale: una sorta di “spintarella”, oseremmo dire, che viene data ai due gameti per consentire una più facile e più veloce unione, avvalendosi delle più innovative tecniche di procreazione medicalmente assistita, adeguate alla risoluzione del problema.fecondazione

Ad oggi si utilizzano due tecniche in particolare, che sono la fecondazione assistita omologa e la fecondazione assistita eterologa per il conseguimento del risultato legato all’ottenimento della gravidanza: la fecondazione asssitita omologa è quel metodo che prevede l’unione artificiale di seme ed ovulo, i quali appartengono entrambi alla coppia; in questo caso, il neonato avrà lo stesso corredo genetico del padre e della madre che si sono avvalsi della fecondazione assistita. La fecondazione assistita eterologa, invece, è quella tecnica tanto discussa, che è stata resa possibile in Italia solo a partire dal 9 aprile 2014, quando la Consulta si è espressa sulla Legge 40/2004 eliminando di fatto il divieto a ricorrere all’uso di gameti esterni alla coppia per avere un figlio.

Infatti, con la fecondazione assistita eterologa si ha l’utilizzo di gameti provenienti da un soggetto esterno alla coppia dei futuri genitori: ovulo o seme, pertanto, sono utilizzati a partire da una donazione da parte di una persona estranea alla coppia per far fronte ai problemi di infertilità della coppia stessa. Fino al 9 aprile 2014, la fecondazione assistita eterologa in Italia non era effettuabile per motivi etici: un divieto che però non ha fatto che alimentare il cosiddetto turismo riproduttivo, comportando ovvero un’emigrazione verso paesi esteri in cui l’eterologa fosse possibile (con costi importanti per le coppie infertili).

Distinguiamo le tecniche di inseminazione da quelle di fecondazione.

Tecniche di inseminazione

  • Inseminazione Intrauterina: si preferisce accedere a questa tecnica per migliorare l’opportunità di ottenete una gravidanza in donne potenzialmente fertili, ovvero quanto le tube consentirebbero, in condizioni normali, una gravidanza ed il seme maschile è esente da possibile infertilità. Questo tipo di inseminazione artificiale ha una probabilità di successo pari al 15% circa.
  • Inseminazione Intratubarica: si utilizza questa tecnica quando non vi è ostruzione delle salpingi. Questo metodo prevede l’utilizzo di un intervento di trasporto del seme maschile nell’utero femminile per via vaginale, usufruendo di un catetere ricurvo. È una delle tecniche artificiali più vicine a ciò che avviene in natura, con l’incontro tra sperma e ovulo; si tratta di un metodo indolore, che ha una percentuale di successo pari a circa il 40% per le donne sotto i 38 anni di età.

A queste tecniche si aggiungono quelle di fecondazione assistita vera e propria, ovvero:

 

Tecniche di fecondazione

  • Fecondazione in vitro: questa tecnica prevede l’incontro di ovulo e spermatozoo in laboratorio o, come la stessa definizione ci suggerisce, in vitro. È indicata soprattutto in caso di tube pervie o salpingi ostruite, ed è una delle più importanti tecniche di fecondazione in quanto “risolve”, in molti casi, il problema dell’infertilità attraverso la semplice fecondazione in vitro ed il trasferimento successivo in utero dell’embrione.
  • Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo: questa tecnica prevede l’incontro dello spermatozooo nel citoplasma dell’ovocita per ottenere maggiori possibilità di successo, in coppie in cui la capacità seminale maschile sia ridotta al minimo a causa di una bassa o assente motilità.

 

Rischi della fecondazione assistita: a quali va incontro una donna che accede a questa tecnica?

fecondazione-omologa

Le donne che eseguono la fecondazione assisitita omologa si preoccupano per gli effetti collaterali dovuti all’assunzione massiccia dei farmaci.

Una donna che decide di accedere alla tecnica della procreazione medicalmente assistita, ovvero a uno dei metodi indicati per ottenere una gravidanza con fecondazione assistita, può andare incontro a qualche rischio o complicazione, anche se si tratta sempre di rischi abbastanza bassi. In particolare, si può andare incontro a traumatismo vascolare e/o sanguinamento addominale, seppur con percentuali molto basse.

Tra le problematiche più diffuse, legate appunto alla fecondazione assistita, si possono inoltre ricordare: la sindrome da iperstimolazione ovarica, legata alla stimolazione ovarica che si effettua su donne con problemi di infertilità e che in alcuni casi richiede il ricovero in ospedale (i sintomi sono nausea, dolore addominale e aumento del volume delle ovaie) e le gravidanze multiple. Ciò significa che vi sono potenziali casi in cui, in seguito al trasferimento di un numero adeguato di pre-embrioni, si vada incontro alla possibilità di avere una gravidanza gemellare, con un tasso di rischio abbastanza elevato.

Il rischio, invece, di malformazioni congenite, rischio di cui molte coppie temono l’insorgenza, è invece uguale alle gravidanze ottenute in via del tutto naturale: va da sé che però, in caso di fecondazione assistita eterologa, sia necessario che i donatori siano sani e non portatori di patologie, tra cui, appunto, le malattie genetiche.

Conclusione:

La fecondazione assistita è, ad oggi, un metodo molto importante che ha una valenza non solo scientifica, ma anche umana e psicologica: consente, infatti, la realizzazione di uno dei desideri sicuramente più sentiti per le coppie infertili.

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