Cos’è l’aborto spontaneo e come si presenta

Cos’è l’aborto spontaneo: un problema che riguarda molte donne

Ciao a tutte le future mamme e bentornate a tutte le pancine in dolce attesa! Vi diamo quindi il bentornato nel nostro consueto appuntamento settimanale, la rubrica del venerdì dal titolo Mamma si diventa: nella rubrica di oggi vogliamo dare importanza nello specifico ad un argomento in particolare, che è quello dell’aborto spontaneo, un tema chiaramente abbastanza delicato ma anche molto importante e sul quale è bene cercare di fare chiarezza.

Aborto spontaneo: un problema che riguarda il 15% delle gravidanze. La selezione naturale che fa il suo corso

Cos’è l’aborto spontaneo e perché si verifica? Chiaramente, la gravidanza è uno dei momenti insieme più belli e delicati che una donna possa attraversare: si tratta infatti di un momento molto bello ma anche molto entusiasmante, che chiaramente però può comportare anche qualche pericolo. Uno dei pericoli più importanti a cui si va incontro è purtroppo quello più duro da affrontare, che è l’aborto spontaneo: che però riguarda un numero di donne molto più importante di quello che potremmo pensare.

Cos'è l'aborto spontaneo

Cos’è l’aborto spontaneo: come si presenta questo problema che riguarda il 15% delle gravidanze ad oggi.

Infatti, l’aborto spontaneo può essere la naturale prosecuzione di una gravidanza che, in alcune situazioni nello specifico, può essere più complicata di quanto immaginiamo: esso riguarda una percentuale di casi sicuramente molto importante, che è data tra il 15% ed il 20% delle gravidanze che, per specifici motivi e problemi, possono terminare in maniera insperata intorno alle 12 settimane di gestazione. In generale, l’aborto spontaneo è un problema che riguarda diverse donne e che rappresenta ovviamente un problema dal punto di vista psicologico e morale, ma sostanzialmente va visto come una sorta di selezione naturale che viene effettuata dall’organismo femminile quando vi è qualche disturbo o problema che riguarda l’embrione.

Ovviamente non bisogna farsi prendere dall’ansia e dall’agitazione ma è importante invece cercare di affrontare questo problema anche dal punto di vista emotivo, ricordando che esso può essere trattato da un punto di vista psicologico per la corretta elaborazione del lutto, e che a parte casi specifici, si può riprogrammare una gravidanza già dopo i primi due cicli che seguono la perdita.

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